ANNULLATO - 27 febbraio 2020 - La genesi di "Uomini e no" attraverso le carte del Centro Apice

Per effetto dell'ordinanza del Ministero della Salute e della Regione Piemonte la conferenza del 27 febbraio è annullata.

Verrà data notizia della riprogrammazione dell'incontro in questa sede, al più presto possibile.

 

Gli archivi editoriali hanno trasformato, negli ultimi trent’anni, la storia della cultura italiana del Novecento. Dalle carte dei centri che conservano tali archivi (Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Centro APICE, Fondazione Mondadori, Centro Maria Corti, ecc.) sono affiorate non solo figure di grandi editori e autori, ma anche di tanti redattori, traduttori, illustratori, il cui ruolo, senza l’accesso a quelle carte, non sarebbe mai emerso.

Giovedì 27 febbraio 2020 alle 16,30 prende avvio il ciclo di conferenze "La storia della cultura del Novecento attraverso gli archivi editoriali". Il primo appuntamento è con Virna Brigatti dell'Università di Milano che terrà la conferenza La genesi di Uomini e no di Elio Vittorini attraverso le carte del Centro Apice. Presiede Lodovica Braida dell'Università di Milano. Ingresso libero

Programma completo

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6 febbraio 2020 - Tra Guarini e la scuola antonelliana. Il fondo Franco Rosso all'Archivio di Stato di Torino (2)

«Lungi dall’essere un’operazione semplice, rapida e conclusa, il rilievo ci appare invece come un’operazione critica difficile, che esige estese conoscenze nel campo della storia e in quello delle tecniche costruttive nel loro svolgimento storico; che impone pazienti indagini e lunghe riflessioni; che s’attua attraverso un processo interminabile di successive e incrementali messe a punto». Questa definizione di rilievo offerta dallo storico dell’architettura Franco Rosso (Torino 1939-2019) può tradurre bene almeno una parte del lavoro volto a interrogare, studiare e descrivere il suo ricchissimo archivio, oggi all’Archivio di Stato di Torino. Realizzato a valle della redazione dell’inventario questo libro propone una prima messa a punto della complessa costellazione di contesti che hanno inciso sulle carte di Rosso: singolare figura di storico politecnico, i cui interessi spaziano dalla costruzione delle cupole in età barocca alla storia della città e dell’architettura dell’Ottocento.

Giovedì 6 febbraio 2020 dalle 16 alle 18 presso la sala seminari della Fondazione Firpo in piazza Carlo Alberto 3, al I piano della Biblioteca Nazionale di Torino, si terrà un incontro con i curatori del libro Tra Guarini e la scuola antonelliana. Il fondo Franco Rosso all'Archivio di Stato di Torino (Sagep, Genova 2019) Roberto Caterino, Giusi Perniola, Edoardo Piccoli. Paola Bianchi dell'Università della Valle d'Aosta condurrà la conversazione.

INGRESSO LIBERO

 

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31 gennaio 2020 - IN THE MAKING. Artisti, filosofi, scienza, tecnologia

Venerdì 31 gennaio 2020, alle 17 presso la sala seminari della Fondazione Firpo, il filosofo Elio Franzini, Rettore dell'Università di Milano e lo scultore Gilberto Zorio, inaugureranno il ciclo di incontri In the making. Artisti e filosofi a confronto tra arte e scienza, organizzato dal Centro Studi Arti della Modernità del Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università di Torino con il CIM (Centro Interuniversitario di Ricerca sulla Morfologia "Francesco Moiso") e sostenuto dalla Compagnia di San Paolo. Il responsabile del progetto è il prof. Federico Vercellone

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ZorioIN THE MAKING promuove dialoghi tra artisti e intellettuali intorno ai molteplici rapporti tra arte, scienza, artigianato e tecnologie. Il ciclo di conferenze si propone di riflettere sui legami attuali e possibili tra il campo artistico e il pensiero artistico e tecnologico, sulle reciproche influenze e sulla strada di una sintesi necessaria, riconosciuta innanzitutto nell'idea di una "pratica vivente".

13-14 febbraio 2020 - I Cistercensi Foglianti in Piemonte, tra chiostro e corte (XVI-XIX secolo)

Il 13 febbraio 2020 presso il Politecnico di Torino al Castello del Valentino (Viale Mattioli 39) e il 14 febbraio 2020 nella sala seminari della Fondazione Firpo (Piazza Carlo Alberto 3), si svolgeranno i lavori del convegno "I Cistercensi Foglianti in Piemonte, tra chiostro e corte (XVI-XIX secolo).

L'incontro fa parte del ciclo "Passaggi a Nord Ovest. Riflessioni sugli spazi piemontesi dall'Antichità al Novecento" coordinato da Vincenzo Ferrone e Claudio Rosso in collaborazione con Paola Bianchi e Paolo Cozzo.

 Il convegno intende far luce sulle vicende storico-religiose della Congregazione dei Cistercensi Foglianti, presente nei territori dell'antico ducato di Savoia con ben 15 monasteri, al di qua e al di là delle Alpi.

I Foglianti erano stati fondati da Jean de la Barrière, riformatore dell'ordine Cistercense, nella seconda metà del Cinquecento. In Italia i Foglianti furono meglio noti come Riformati di San Bernardo o Bernardoni. S'insediarono per volere di Carlo Emanuele I di Savoia nei territori sabaudi sul finire del XVI secolo ed ebbero una rapida diffusione, rappresentando una significativa presenza monastica nel Piemonte dell'età moderna. Vennero soppressi dai Francesi, come tutti i Regolari, nel 1802, e mai più ricostituiti.

Ad oggi mancano ricerche e pubblicazioni che c'informino sulle vicende di questa Congregazione monastica, cosi legata a Casa Savoia, per due secoli fiorente ed operante in Piemonte e in Savoia. I Riformati di San Bernardo erano presenti, tra l'altro, a Staffarda, alla Consolata di Torino, al santuario di Vicoforte Mondovì, a Pinerolo, ad Asti, alla Novalesa, a Vercelli, a Testona, ad Abondance in Savoia. Annoverarono, tra le loro fila, personalità quali il cardinale Giovanni Bona, monregalese, insigne teologo, mons. Giuseppe Morozzo zelante vescovo di Saluzzo, padre Filippo Malabayla importante storiografo sabaudo.

PROGRAMMA

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17 dicembre 2019 - L'Impero in quota. I Romani e le Alpi

Martedì 17 dicembre 2019 alle 16, nella sala seminari della Fondazione Firpo, l'Autrice Silvia Giorcelli Bersani e Sergio Roda discuteranno il libro  "L'Impero in quota. I Romani e le Alpi", Torino, Einaudi 2019.

REGISTRAZIONE FILMATA DELL'INCONTRO

L'incontro fa parte del ciclo "Passaggi a Nord Ovest. Riflessioni sugli spazi piemontesi dall'Antichità al Novecento" coordinato da Vincenzo Ferrone e Claudio Rosso in collaborazione con Paola Bianchi e Paolo Cozzo.

 

I Romani hanno scritto un capitolo importante nella storia delle Alpi. Anche se a loro non piacevano affatto: troppo alte, troppo fredde, troppo lontane dal mare Mediterraneo e da Roma. Per ragioni politiche e strategiche essi decisero di occuparle, abbastanza tardi nella loro storia, per riuscire a valicarle in sicurezza e completare la costruzione del loro grande impero. Il baluardo inaccessibile che, in origine, costituiva il confine netto e la presunta naturale protezione dell’Italia diventò progressivamente un luogo di passaggio frequentato. La conquista non si tradusse nella mera occupazione militare di un territorio sottratto con le armi ai popoli che lo abitavano. Ben presto i Romani compresero che le Terre Alte, in apparenza «naturalmente» svantaggiate, potevano essere utili non solo dal punto di vista del controllo territoriale ma anche come serbatoio di materie prime e come potenziali incubatori di sviluppo economico. In tale prospettiva, la montagna, all’inizio soltanto episodicamente attraversata, diventò più appetibile e i rari spazi di abitabilità furono progressivamente sottoposti a un’opera capillare e sistematica di addomesticamento. Nei secoli della conquista le Alpi diventarono il teatro di avventure umane quasi in stile Far West rappresentando un’opportunità concreta per uomini spregiudicati alla ricerca di fortuna, per coloni italici trapiantati nelle città alpine, per imprenditori che fondarono le loro attività nelle valli e nelle aree collinari prealpine.

 

 

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3 dicembre 2019 - "Leonardo, Michelangelo e la cultura di architettura militare negli Stati sabaudi"

Martedì 3 dicembre 2019 dalle 16,30 alle 18,30, nell'ambito del ciclo "Arti della figurazione e storia delle idee" della Fondazione Firpo e del Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università di Torino, Amelio Fara e Claudio Rosso terranno, nella sala seminari della Fondazione,  la conferenza Leonardo, Michelangelo e la cultura di architettura militare negli Stati sabaudi. L'incontro è organizzato in collaborazione con il Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università di Torino. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

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